ABILIA WOHNHAUS BONIFACIUS è una casa per disabili mentali, costruita nel quartiere Mathaeus di Basilea. L’edificio è stato progettato ispirandosi ad una vera e propria casa, con l’intenzione di creare degli spazi con un’atmosfera familiare dove i pazienti possano muoversi liberamente ma allo stesso tempo rassicurati dal contesto. L’articolazione dell’edificio prevede tre gruppi di abitazioni dove le stanze dei tutor sono ubicate insieme a quelle dei pazienti della sezione. A completamento, uno spazio comune “libero” dove si possono creare degli ambienti individuali, irregolari e flessibili per tutto il gruppo dell’unità abitativa di riferimento. L’obiettivo centrale e strutturante per il progetto è stato quello di creare degli spazi fluidi e aperti per questi abitanti, affinché potessero essere il più possibile indipendenti, e quindi sentirsi liberi di vivere gli spazi fruiti. Internamente gli spazi sono collegati con due blocchi di ascensori e scale.
Ma la parte più particolare per la sua ecletticità, e che credo abbia catturato la simpatia dei giudici del concorso BEST ARCHITECTS 2010, è la facciata. Colpisce ed emoziona l’originalità della soluzione estetica, dove il piano di facciata razionalmente concepito in termini di regolarità e geometria, come una scatola nera tagliata da finestre a nastro, viene sdrammatizzato grazie a tende colorate, alternate in maniera irregolare. La facciata diventa una metafora: dietro la rigida legge geometrica del piano di facciata che sembra rappresentare la logica della razionalità, emergono attraverso i ritmi irregolari delle tende colorate i mondi interiori di questi pazienti, disabili mentali, dei quali nulla è del tutto prevedibile, nulla è codificabile ma tutto parla in termini di varietà ed individualità. E’ come se attraverso il colore delle tende, l’alternarsi irregolare di ogni tonalità, si rappresentasse il mondo poco convenzionale di questi abitanti.
E la sera, spiccano ancora di più i colori di questi nastri colorati, squarci del piano rivestito in listelli di ceramica nera, con una posa tradizionale che dà l’idea del muro. I due opposti si mescolano in una soluzione unica, la razionalità e la casualità, il muro in pietra e la trasparenza, il non colore ed il colore, in una soluzione suggestiva e di grande sensibilità.